Tutto il necessario

  • – Un pacchetto di caramelle a forma di serpente ricoperte di zucchero.

Michela è una bambina strana, di solito ai suoi coetanei piacciono di più quelle alla fragola o gli orsetti gommosi.

  • – Una piccola torta al cioccolato, con gli smarties. Quando si sporca tutto il contorno della bocca e poi sorride, con quegli occhioni curiosi sparati verso il vuoto e i denti da latte messi lì un po’ a casaccio, capisco che sono nel posto giusto e che ho fatto bene. Dal primo momento all’ultimo.
  • – Una bambola. Una superaccessoriata.

La mia bambina deve avere solo il meglio. Voglio che tutte le sue amiche siano invidiose di lei. Mi piace coccolarla.

  • – Un vestito. Giallo. Sgargiante. Luminoso.

Proprio come lei. Questo le dirò di aprirlo il giorno dopo, quando sarà davvero il suo compleanno. È così triste festeggiare prima… Beh comunque le farò promettere di indossarlo la prossima volta che ci vedremo. Chissà fra quanto.

  • – Una cornice. E devo ricordarmi di portare la polaroid. Voglio un ricordo. Indelebile… Voglio fotografarla sul letto mentre apre i regali, con ancora qualche macchia di cioccolato sulle guance.
  • – Le candeline, che scemo.

Mi stavo scordando una delle cose più importanti. Gliene prendo nove o una a forma di nove? O entrambe? Deciderò sul momento.

  • – Uno smalto.

Lei sicuramente non lo avrà e glielo metterò io appena saremo arrivati a casa. Voglio che sia perfetta.

  • Un asciugamano per coprire il lenzuolo.

Potrebbe sporcare tutto.

  • – Forse mi servirebbero anche…

No dai, è così piccola. Certe cose non possono succedere a quell’età.

  • – Dei tranquillanti. Qualcosa tipo Valium o Bromazepam.

Da usare all’occorrenza. Spero che non mi servano. Ma nel caso si agitasse…

  • – Una benda.

Per i suoi occhi o per farla tacere. Facciamo due per sicurezza.

  • – Un gel lubrificante. Non voglio che lei senta troppo male, ma nemmeno io.
  • – Una corda. Nel caso la prima volta non mi bastasse.
  • – Un pacchetto di sigarette.

Io non fumo, ma si sa che ci vuole sempre una sigaretta alla fine.

  • – Dei fazzoletti.

Per pulirle la bocca dopo che avrà mangiato.

  • – Una bottiglietta d’acqua da tenere accanto al letto.

Mi viene sempre sete quando finisco e non ho mai voglia di alzarmi. Sono un tipo pigro. Talmente tanto che potrei darle una ripulita con quella che avanza. Talmente tanto che potrei non comprare nulla, come ho fatto tutte le altre volte con Anna, Luisa, Francesca…

  • – Una penna e devo ricordarmi di portare la lista.

Non questa, l’altra lista. È la mia prima “Michela”, non posso non segnarla.

 

 

Un racconto di Thomas Tramarin

Illustrazione di Tancredi Vasile

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