Siamo briciole di Pan di Stelle

“Senti questa: non è che Dio voleva proprio proprio creare l’Universo; diciamo pure che non ci stava neanche pensando, all’universo, era un tipo apposto lui, solo un po’ distratto, uno di quelli con la testa letteralmente tra le nuvole, diciamo, ma non è che pensasse in grande, non era un Napoleone per dire, o neanche come suo figlio Gesù Cristo, tutto sua madre il Cristo, Dio invece si faceva la sua vita tranquilla, modesta, gli andava benissimo così, amava tantissimo i Pan di Stelle, così una mattina che si era svegliato tardi, sai quelle volte che devi fare tutto insieme e allora ti ritrovi seduto con il latte e un biscotto sulla tazza del cesso per ottimizzare i tempi, ecco: una mattina di quelle là gli è squillato il citofono e dato che si vede aveva uno squillo abbastanza forte, sto citofono, era un citofono di quelli fastidiosi, per lo spavento gli è cascato latte, biscotto mangiucchiato e briciole da masticazione nel gabinetto, adesso immaginati le stelline di zucchero che si sciolgono nel misto acqua-latte mentre, tirato lo sciacquone dopo un bel Porco Me come Suo Figlio comanda, tutto quanto gira, gira, gira, e così si forma la Via Lattea e tutto il resto ed ecco perché qualcuno ha detto che siamo polvere di stelle, siamo briciole di un Pan di Stelle smangiucchiato da Dio in soluzione di acqua, un po’ di latte e qualche spruzzo di Wc Net, immaginale per bene perché ti dico è proprio da lì che è cominciata l’espansione, la formazione delle nebulose, i sistemi solari, la terra, i terremoti, i dinosauri e tutti quei casini lì”.

“Ma quante stronzate dici, Crì. Briciole di un Pan di Stelle smozzicato da Dio. Sei solamente un ubriacone del cazzo”.

“E invece la cosa bella è che lo pensava anche Dio. Esattamente con queste parole ti dico: briciole di un Pan di Stelle smangiucchiato da me, diceva, via ‘sta merda dal mio cesso; sono soltanto un ubriacone del cazzo. Ma ti giuro che è un posto strano quello lassù, un posto dove non puoi andartene in giro a spargere le briciole dei tuoi biscotti senza protezioni, proprio nossignore. Ecco che quindi non te lo richiamano dopo trecentomila anni e gli fanno, Signor Dio, mi sa che lei si è ficcato in un bel casino, qua noi abbiamo un bel tracagnone di centomila anni luce e il test della saliva parla chiaro: lei si deve prendere le sue responsabilità in merito, e lui subito, senza neanche pensarci: spegnete tutto quanto, ma non si poteva spegnere niente, e infatti loro altrettanto subito: ma lo sa, Signor Dio, che è illegalissimo fare questa cosa dello spegnere un Universo dopo l’era dei Leptoni, ormai è illegalissimo anche in Sbizzera (lassù i posti hanno tutti nomi che ricordano la fantasia libera e sbizzarrita, tipo anche lo Sbrasile) e il suo pargolo l’età dei leptoni l’ha passata circa da… vediamo, duecentonovantanovemiladuecentonovantanove anni. Mi ammazzo, ve lo giuro mi ammazzo; proprio così disse Dio”.

“Cristiano. Crì, non dormire sul bancone; com’è finita? La storia Dio dico”.

“Potrei fare il buonista e dirvi che da ottimo Padre Eterno, come in tutte le favole che si rispettino, Dio si è preso le sue responsabilità di genitore del suo sputo di creazione e si è goduto la sua umanità, e le stelle, gli alieni e l’Universo tutto, ma ti starei mentendo: se c’è una cosa su cui Nietzsche aveva ragione è che Dio è morto, ma noi non l’abbiamo ucciso; non ha retto il colpo della notizia di essere diventato padre. S’è strozzato col biscotto che stava mangando. E per quanto riguarda noi, beh, noi non siamo altro che briciole di Pan di Stelle perdute nelle fognature di un cosmo”.

 

Illustrazione di Nora

 

Luca Marinelli

Luca nasce tanto tempo fa in un carciofo alieno, a Roma sud. Per questo si è appassionato alla fantascienza. Vorrebbe vincere il premio Nobel per la pace e/o essere nero come il suo mito Barack Obama.

Lascia un commento