Candida Massei Narrandom_ Blog di racconti

Asterischi di rabbia

Appena chiuse gli occhi, vide una lunga coda davanti alla sua porta. C’era chi voleva cose ma lui non aveva nulla e chi chiedeva spiegazioni ma lui era rimasto senza parole.

Il primissimo trillo della sveglia, due ore prima del solito, fu sufficiente. Spazzolò i denti due volte, sputò il dentifricio e provò il sorriso allo specchio. Fece il doppio nodo alle scarpe e chiuse la camicia fino all’ultimo bottone. Nella borsa, quella che non usava mai, mise due quaderni bianchi tanto per far scena.

Scese le scale due alla volta e, arrivato in fondo, fu sorpreso dall’ultimo gradino. Dispari.

Girò due volte a destra e vide che la sua bici era scomparsa. *

Con il sorriso smorzato, corse al tram. *

Di biglietti non ne aveva e il controllore ascoltò dei dubbi e del furto di quella mattina, ma scrisse ugualmente. *

Scese alla prima fermata con le mani occupate in gesti verso il controllore e una multa in tasca. *

Ripreso il respiro, continuò a piedi; la borsa intanto, a bordo del tram, svoltò in fondo al viale. *

Controllò il percorso più breve sul cellulare e allungò il passo verso l’appuntamento. Non mancò di calpestare deiezioni canine di proporzioni umane. *

Arrivò con dieci minuti di ritardo. Si sforzò di sorridere come aveva provato allo specchio ma sentì che i muscoli della faccia assumevano una forma insopportabile. Lo fecero accomodare per quaranta minuti e, quando finalmente fu ricevuto nell’ufficio, gli chiesero se non fosse infastidito dall’attesa. *

A sorridere, non ci provava neanche più, ma rispose a tutte le domande che i selezionatori gli ponevano cercando di metterlo a disagio. *

Quando per loro fu tutto, lui anticipò il labiale dell’uomo che aveva di fronte; capì che stava per dirlo, le faremo sapere, ma non gli diede il tempo.

Si alzò in piedi, sfilò la multa dalla tasca e parlò a voce alta. Raccontò della sua mattina fino al colloquio e nessuno, tra i presenti, riuscì a interromperlo.

 

Il sorriso spontaneo e paraculo prese a dominare sulla sua faccia e lui se lo sentiva bene addosso anche se era diverso da quello provato. I selezionatori si guardarono.

 

Firmò.

L’offerta di lavoro diceva: cercasi giovani massimo trent’anni, dinamici, intraprendenti e capaci di prendere porte in faccia come stimolo alla produttività.

 

Illustrazione di Candida Leonforte

Carlo Massei

Carlo è nato a Sassari nel 1990. Nel mezzo del corso di Scienze Politiche, vive una parentesi di un anno in Portogallo e la saudade gli si deposita nel midollo. Dal 2015 vive a Torino, dove legge parecchio, scrive a sazietà e ogni giorno giura a sé stesso che domani si compra una moto e gira il mondo.

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