Il momento giusto

Ornella sogna di diventare una scrittrice.

Lo desidera da quando ha sette anni, dal momento in cui la maestra Irma le ha scritto, sotto il tema di Natale, Bravissima+.

Ha sentito provenire dal cuore una vocina che le sussurrava: è la cosa giusta per te, non ti fermare.

Era la prima volta che Ornella sentiva una vocina nascere dal cuore. Aveva già ascoltato, almeno un migliaio di volte, vocine provenienti dalla testa, quando architettava piani per fingersi malata e non andare a scuola il giorno dopo, oppure vocine dalla pancia, quando aveva paura di essere scoperta per aver mangiato troppa cioccolata.

Ma quelle erano diverse.

Così da quel giorno Ornella si era chiusa in camera e si era messa a scrivere sdraiata sul letto, cercando la posizione più efficace per far uscire tutti i suoi pensieri. E più scriveva, più sognava di diventare una scrittrice, per poter ascoltare dentro di sé quella vocina per sempre.

Scrivere diventa tutta la sua vita.

Ha letto da qualche parte che per realizzare i propri sogni sono necessari dedizione, sforzo, impegno e sacrificio; e allora Ornella si dedica, si sforza, s’impegna e si sacrifica.

Alcune volte è difficile. Non c’è più la maestra Irma davanti a lei, raramente qualcuno le dice Bravissima+, quasi mai riesce a sentire quella vocina dentro di sé.

Ma non può lasciarsi scoraggiare, anche questo l’ha letto da qualche parte, anzi, bisogna rimboccarsi le maniche e, soprattutto, bisogna aspettare il momento giusto.

Ornella non esce la sera, rifiuta gli inviti galanti dei ragazzi che la corteggiano, salta i pranzi domenicali con i parenti, perché l’unica cosa che conta per lei è restare nella sua stanza e scrivere. Tutto il resto può aspettare, compreso Roberto.

«Dai, fammi leggere qualcosa!», la supplica scherzando, ma Ornella chiude gli occhi e scuote la testa altezzosa.

«No, eh?», si arrende lui disperato, «ma almeno dimmi perché no?!»

«Perché sto aspettando il momento giusto.»

«Non riesco a immaginare un momento più giusto di questo», ci riprova Roberto, «hai davanti il tuo migliore amico che muore dalla voglia di leggere un tuo racconto! Sarò sincero ma delicato, fidati di me!»

Ornella sente improvvisamente la paura risalire dalle dita dei piedi fino alla punta dei capelli. Una nuova voce profonda e metallica, che non ha niente a che vedere con quella che aveva ascoltato da bambina, le rimbomba nelle orecchie e le ordina di tirarsi indietro.

Non capisce da dove provenga, se dalla testa, dalla pancia o dal cuore, ma è talmente forte da riuscire paralizzarla.

«No, mi dispiace. Non è ancora il momento.»

«E quando lo sarà?»

Ornella solleva le spalle.

«E va bene, ho capito. Vorrà dire che aspetterò.»

Nella testa di Ornella il momento giusto si rivelerà con la chiarezza di un fascio di luce divina. Probabilmente qualcuno busserà alla sua porta e le dirà: «è arrivato il momento giusto», incensandola di lodi, onori e complimenti. A quel punto saprà cosa fare: uscirà dal suo guscio e lotterà, si farà notare, dimostrerà a tutti quanto vale e finalmente riuscirà a sentire ancora quella vocina provenire dal cuore.

Ma, prima di allora, bisogna aspettare.

Non le interessa trascorrere i giorni sigillata nella sua stanza, circondata solo dai polpi della sua immaginazione, poco le importa che piano piano Roberto si allontani da lei: tutto quello che fa serve semplicemente a riempire il vuoto d’attesa che la separa dal momento giusto. Ornella impara a vivere lontana da strade, lampioni e palazzi, non ha voglia di parlare con nessuno, non conosce parole che possano spiegare a sua madre, o a Roberto, quello che prova.

«Ti avverto. È l’ultima volta che ti chiedo di uscire.»

«Bene. Così sarà l’ultima volta che dovrò rifiutare.»

«È il tuo compleanno, non vorrai mica passare la giornata da sola in camera!»

Per la prima volta l’idea di trascorrere l’intero pomeriggio a scrivere disturba Ornella. Se si fermasse solo un momento e smettesse di scuotere la testa a destra e sinistra, potrebbe sentire una vocina che le dice che quella è la cosa giusta per lei.

Ma no, no: questo non è il momento di festeggiare.

Ornella rimane sola perché non è mai il momento di uscire. La pelle, simile al lenzuolo nel quale si avvolge, scolora e si affloscia perché non può perdere tempo neppure per alzarsi dal letto: non è il momento di lavarsi. Il corpo deperisce e diventa un ramoscello rinsecchito perché cucinare è troppo impegnativo: non è proprio il momento di mangiare.

Non c’è più nessuna voce a tenerle compagnia e il ricordo del suono che aveva ascoltato da bambina si perde nelle sue tempie, insieme a tutti gli altri pensieri.

 

Illustrazione: Stefano Zitto

Jolanda Di Virgilio

La vita di Jolanda è un pendolo che oscilla tra la nostalgia di casa e il terrore di tornarci, la scelta di essere vegetariana e la passione per il cibo spazzatura, l’amore per Kieslowskij e l’esaltazione per la nuova stagione di TheLady. Nell’attesa che le venga diagnosticato il disturbo bipolare, legge e guarda serieTV.

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