_Blog di racconti

Abortire di domenica

La madonna addolorata guarda Lorenzo addolorata, mentre lui entra nella chiesa in punta di piedi, per non farsi sentire dai parrocchiani o dalla sua coscienza. Sedendosi sulla panchina, due anziani lo notano e lo fissano con odio. La madonnina china la testa e aggrotta la fronte con fare pietoso, come a chiedergli “ma perché lo fai, Lorenzo?”.

Lorenzo chiude gli occhi: pensa alle sue mani fredde e secche, pensa ai malori di stomaco della mattina, ai brutti sogni della notte, quei lampi d’orrore che pure con le palpebre chiuse si ripresentano, pure sotto il tetto della casa di dio. Lorenzo tiene gli occhi chiusi e muove appena le labbra tra i peli della barba troppo lunga, mormorando l’ave Maria seguendo la cadenza strascicata dell’adunata parrocchia. Mentre le litanie scivolano di bocca in bocca come le rapide di un torrente secco, il signor Poggi apre la porta scricchiolante e scivola tra i fedeli, per poi prendere posto sulla panca dietro a Lorenzo.  Quando sta per aprire gli occhi, lo scatto del cane innesca il proiettile. Lorenzo tiene il fiato, Poggi preme la canna alla nuca.

 

La madonna è sempre là, sul suo altarino, le braccia spalancate: questa madonna non ha il bambino, nota Lorenzo, che prima non ci aveva mai fatto caso.

Il parroco legge un passo dal vangelo, Lorenzo riprende il controllo, cercando di ricordare da quale vangelo venga. Poggi è un vero maleducato, pensa Lorenzo, a fargli prendere certi mortali spaventi durante l’omelia, che poi gli tocca fare ripassi biblici a mente per tenere il passo.

Tiene lo sguardo fisso verso l’altare, verso la madonna senza bambino. Poggi invece non gli toglie gli occhi di dosso, quasi sbava tra i respiri rabbiosi che controlla a malapena. Il dito sul grilletto è una molla, il vecchio aspetta solo di incrociare il suo sguardo, di vedere la paura prima della morte, di vederlo supplicare. Allora avrebbe potuto fargli scoppiare la testa senza rimpianti. Il tempo sembra essersi fermato per tutti, nessuno muove un muscolo, nessuno vede, nemmeno il parroco, che all’angolo di Lorenzo non ci guarda mai, ma questo a Lorenzo non importa, perché la sua assoluzione è una questione tra lui e dio. Ogni giorno si confessa, ogni domenica va a messa, in ogni momento è pronto a morire.

Perché non mi spara, si chiede, e non si fa un gran favore? Se Poggi gli sparasse, Lorenzo sarebbe felice, e questo Poggi lo sa, e lo fa imbestialire, che quando ha visto sua figlia Serena, morta di dolore a causa sua e di quell’infernale bambino di lamette e complicazioni che le aveva messo dentro. Ha solo voluto far soffrire Lorenzo, che però non soffre mai, si confessa sempre, non manca mai messa, ed è sempre tranquillo. Lorenzo non ha mai provato a difendersi una volta, non ha mai pensato di levarsi Poggi di torno, ha sempre aspettato perché in fondo era quello il suo destino e una volta che aveva capito di meritarselo tutto poteva stare tranquillo. Bastava pentirsi, lo aveva detto la madonna.

Ma perché non si dispera, si chiede Poggi, invece di starsene così tranquillo? Poi viene il momento, l’umanità si scambi un segno di pace, Lorenzo si gira sulla panchina e fissa Poggi col sorriso, gli porge la manina aperta e bisbiglia “pace”. E un filo si spezza, un cero cade a terra, una comare sussulta quando Poggi balza in piedi urlando, con il braccio teso e la pistola tremula alla fine, e anche Lorenzo scatta su dritto con le braccia aperte, ridendo e gridando, Poggi spara, Lorenzo esclama, “alleluia”!

 

La parrocchia ammutolisce tutta, il parroco si nasconde dietro l’altare, Lorenzo fissa la pistola fumante di Poggi. Neanche un buchetto, solo un po’ di fumo, Lorenzo guarda la madonna per una spiegazione. Gli occhi virginali lo guardano, sverginati da un buco in fronte.

Che cazzo ha fatto questo vecchio, si chiede Lorenzo, ha sparato alla mia madonna!

Poggi trema perché ha perso la rabbia, gli rimane un po’ di sconcerto e la voglia di spiegare ai più devoti che no, non voleva sparare alla madonna, ma ammazzare Lorenzo, ma non fa in tempo che si ritrova a masticare il pugno di Lorenzo che gli si schianta in bocca.

Mentre spiaccica la faccia di Poggi davanti alla folla troppo basita per intervenire, pensa che la cosa peggiore non è il prossimo omicidio o la morte mancata, nemmeno la madonnina profanata, ma il porcodio che gli è sfuggito subito dopo, lui che non aveva mai bestemmiato.

 

Il giornale scrisse, il giorno dopo: spara alla madonna in chiesa, il genero lo uccide di pugni.

Leggendo, in carcere, Lorenzo capì: era successo tutto perché la madonna non aveva il bambino, come la sua Serena.

Illustrazione di Giulia Canetto

Guido Zanetti

Guido nasce a Genova nel 1992. Cresce a Pavia, dove studia filosofia per tre anni e tre quarti. Corre a Torino, dove studia sceneggiatura alla Scuola Holden.

Lascia un commento